News – Laboratori di Prova e Taratura e User centered design

  • Workshop – Building Information Modeling: non solo progettazione

    data News: 3/12/2018

    La gestione efficiente degli edifici e degli impianti in ottica 4.0 Martedì 11 dicembre 2018 - ore 18.15 Confartigianato Imprese Marca Trevigiana Piazza delle Istituzioni 34/A - 31100 Treviso Come sta cambiando il settore delle costruzioni? Il Building Information Modeling è il nuovo strumento che permette una gestione efficiente degli edifici e degli impianti in ottica 4.0. L’evento organizzato da Confartigianato Imprese Marca Trevigiana assieme a t2i avrà lo scopo di fare chiarezza in merito alle opportunità offerte dallo strumento BIM. PROGRAMMA 18:15 Registrazione e saluti di benvenuto Confartigianato Imprese Marca Trevigiana 18:30 BIM: dalla normativa al mercato. Come sta cambiando il mondo delle costruzioni Arch. Michele Sbrissa – Titolare dello studio di architettura 593 Studio 19:00 Approccio BIM e centralità del dato. Piattaforme software a supporto del ciclo di vita delle infrastrutture Ing. Joselito Panzica – Sales Manager Italia DBA LAB S.p.A. 19:30 Applicazioni BIM: esperienze pratiche. Monitoraggio, gestione e manutenzione di impianti ed edifici Ing. Sabina Berlese – Responsabile Ufficio Tecnico I.TI.EFFE s.n.c. 20:00 Conclusioni DESTINATO A: • IMPRENDITORI • TECNICI • OPERATORI DEL SETTORE EDILIZIA E IMPIANTI • MANAGER NUMERO MASSIMO PARTECIPANTI L’incontro è aperto a un massimo di 40 partecipanti, previa iscrizione. SEDE L’appuntamento si terrà presso la sede di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, in Piazza delle Istituzioni 34/a, 31100 Treviso. REGISTRAZIONE Per partecipare al seminario è necessario iscriversi attraverso il form online PER INFORMAZIONI Filippo Fiori filippo.fiori@confartigianatomarcatrevigiana.it 0422 433300 Locandina dell'evento (pdf) Con il contributo di:

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  • La taratura degli strumenti di misura: a dicembre 2 corsi al laboratorio metrologico di t2i

    data News: 8/11/2018

    L’incertezza di misura nella taratura degli strumenti, ha una valenza economica, spesso sottovalutata, perché se non adeguatamente calcolata può portare a scelte economiche sbagliate. Il 13 e 14 dicembre presso i Laboratori Cert di Oderzo, t2i organizza 2 corsi dedicati alla taratura degli strumenti di misura, in collaborazione con IMQ: Il concetto di incertezza di taratura viene spesso e impropriamente associato al solo processo di conferma metrologica e quindi di “taratura” degli strumenti di misura, dimenticando la sua grande valenza economica: sottostimare o sovrastimare l’incertezza di misura associata ad un processo può portare a scelte anche economicamente sbagliate, per esempio può orientare all’acquisto di una costosa apparecchiatura di misura, quando ne sarebbe stata sufficiente una molto più economica (o viceversa). Nel dettaglio, il corso Il calcolo dell’incertezza di misura nella taratura degli strumenti mira ad evidenziare il condizionamento dell’incertezza di taratura nel giudizio di conformità degli strumenti. Gli aspetti teorici e pratici legati alla valutazione dell’incertezza di taratura verranno affrontati dai docenti, dopo un sintetico, ma indispensabile “refresh” sui concetti di metrologia generale. Mentre nel corso Criteri e metodologie di gestione nella taratura degli strumenti di misura (con simulazioni di misura) , verranno fornite nozioni sui principali concetti di metrologia ed indicazioni pratiche per scegliere tra le tipologie di taratura (interna/esterna) da adottare, nonché sulla definizione degli intervalli di taratura anche in funzione di valutazioni di tipo economico. Ai responsabili di laboratori aziendali ed agli addetti alla gestione e taratura dei dispositivi di monitoraggio e di misurazione, operanti in Sistemi Qualità secondo le Norme ISO 9000, verrà spiegata la corretta interpretazione del requisito del controllo delle apparecchiature. In particolare, ai responsabili diretti ed indiretti della gestione della conferma metrologica della strumentazione, verranno date le indicazioni necessarie per effettuare la taratura nel laboratorio interno, oppure per valutare la convenienza di rivolgersi a strutture esterne. Per informazioni: Segreteria Formazione t2i Treviso Piazza delle Istituzioni, 34/A, 31100 Treviso Tel. 0422 1742100, int.1 E-mail: formazione@t2i.it

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  • Collaudo e certificazione della sicurezza antincendio: t2i trasferimento tecnologico e innovazione alla presidenza di ALIF

    data News: 9/03/2018

    Comunicato stampa Per i prossimi due anni la società per l'innovazione guiderà l'Associazione nazionale dei laboratori autorizzati per l'esecuzione di prove al fuoco Treviso, 9 marzo 2018t2i trasferimento tecnologico e innovazione, società consortile per l’innovazione delle Camere di Commercio di Treviso-Belluno, Verona e Venezia Rovigo Delta-Lagunare, assume per i prossimi due anni la presidenza di ALIF, l'Associazione nazionale di laboratori autorizzati per l'esecuzione di prove al fuoco. ALIF raggruppa i laboratori italiani di prove di reazione e resistenza al fuoco con l'obiettivo, da un lato, di creare una collaborazione tra i laboratori italiani ufficialmente autorizzati che operano nel settore delle prove al fuoco, e dall'altro, di presentarsi con una condotta unitaria nei confronti di altri organismi internazionali operanti in questo ambito. Assieme a t2i fanno parte di ALIF prestigiosi enti, aziende e istituti di ricerca: CSI Spa, Istituto Giordano Spa, Lapi Spa, CNR - IVALSA e RINA Spa. I membri di ALIF inoltre fanno parte di EGOLF (European Group of Organisation for Fire Testing, Inspection and Certification), organizzazione internazionale che supporta, sotto il profilo tecnico, proposte di normative armonizzate a livello europeo, di cui fanno parte più di 60 laboratori di 30 stati diversi. EGOLF è il principale organo rappresentativo per le organizzazioni nazionali coinvolte a livello europeo in attività di collaudo, ispezione e certificazione della sicurezza antincendio, ed è nato con l’obiettivo di mantenere standard qualitativi massimi in tutti gli stati membri. t2i ha assunto la presidenza della principale associazione italiana del settore grazie all'expertise maturata con l'attività del proprio Laboratorio di Reazione al Fuoco, istituito nel 2001 presso il CERT di t2i con sede a Oderzo all'interno del Laboratorio Prove Fisiche e Meccaniche. Il Laboratorio Reazione al Fuoco è autorizzato dal Ministero dell’Interno all’esecuzione delle prove ai fini di omologazione secondo il DM 26 Marzo 1985. In particolare i tecnici, collaborano con gli Enti Pubblici per verificare le classi di reazione al fuoco di pareti e pavimenti esistenti in edifici di loro proprietà, ai fini dell’ottenimento del CPI (Certificazione Prevenzione Incendi). Inoltre il laboratorio effettua test di Reazione al fuoco anche su legni trattati con finiture innovative, al fine di aumentarne le prestazioni. Nel 2017 il Laboratorio di Reazione al Fuoco ha eseguito 230 prove per aziende di svariati settori merceologici: legno, mobile e arredo, serramenti, pareti e partizioni interne, pavimenti, rivestimenti e materiali isolanti e reazione al fuoco su materiali edili e per arredamento. Il Laboratorio è parte del CERT di t2i, un Centro di Competenza per la qualificazione, la certificazione e il riconoscimento dei prodotti delle imprese del territorio sul mercato interno e internazionale, agendo come parte dell’Organismo di Ricerca riconosciuto da MIUR, iscritto alla Anagrafe della Ricerca Italiana. Tre le principali aree per la qualificazione e la certificazione dei prodotti in cui opera il CERT: il laboratorio chimico agroalimentare, dove si certificano ad esempio i prodotti vitivinicoli a denominazione di origineil laboratorio metrologico, unico centro accreditato Accredia-LAT della Provincia di Treviso, che offre strutture e competenze all’avanguardia nella taratura, verifica e calibrazione scientifica insieme ai servizi di metrologia legale on site, e il laboratorio prove fisiche e meccaniche, uno dei pochi centri italiani abilitati a eseguire test di laboratorio validi ai fini della marcatura CE nei prodotti da costruzione. "La presidenza di ALIF - ha commentato Roberto Santolamazza, Direttore di t2i trasferimento tecnologico e innovazione - è un riconoscimento molto importante che premia l'expertise di t2i nel campo della certificazione dei prodotti maturata grazie al lavoro ventennale del nostro CERT, ma testimonia anche la capacità di t2i di fare rete con enti e organismi nazionali e internazionali che fanno della nostra realtà un polo per l'innovazione che va oltre i confini regionali. Un hub dell'innovazione diffuso sul territorio capace di mettere a disposizione delle imprese servizi, competenze e skills riconosciute e certificate in Italia e in Europa." Rassegna stampa Prove al fuoco, a "t2i" la guida nazionale - La Tribuna di Treviso, 13.03.2018 Sicurezza antincendio: t2i trasferimento tecnologico e innovazione presiede ALIF - TrevisoToday, 13.03.2018 Sicurezza antincendio, T2i al timone di Alif - Rovigo in Diretta, 09.03.2018

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  • Qualifica per la posa in opera dei serramenti: un corso di Federposa al Cert di t2i

    data News: 20/02/2018

    Data news: 20.02.2018 Dall’1 al 3 di febbraio 2018, presso i laboratori Cert di t2i, ad Oderzo, si è tenuto il corso di Federposa “Qualifica per la posa in opera dei serramenti”, destinato ai professionisti che operano nel settore della posa dei serramenti. Il corso, in linea con le normative UNI11673-1 e UNI10818, ha permesso ai professionisti di acquisire conoscenze specifiche, consolidando la professionalità degli operatori del settore serramenti, garantendo alla clientela un determinato standard di qualità dei servizi offerti, grazie alla certificazione ottenuta a fine corso. Il corso di formazione qualificato, condotto da massimi esperti del settore, si è concluso con un esame teorico/pratico di verifica finale, che ha fornito ai partecipanti un attestato di qualità dei servizi professionali da un Ente di Certificazione terzo. Il professionista ha ottenuto la concessione e l’utilizzo del marchio distintivo Posa Finestre, ovvero il marchio rappresentante l’associazione, e la qualifica professionale personale riferita alla normativa che definisce i requisiti di conoscenza, abilità e competenza del professionista. [gallery columns="2" size="medium" link="none" ids="20940,20941,20942,20943"]

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  • t2i presidente dell’ALIF – Associazione di laboratori ufficialmente autorizzati per l’esecuzione di prove al fuoco

    data News: 13/02/2018

    Data news: 13.02.2018 A partire dal 2018, t2i è presidente dell’ALIF, l’Associazione di laboratori ufficialmente autorizzati per l’esecuzione di prove al fuoco e rimarrà in carica per i prossimi due anni. L’ALIF raggruppa i laboratori italiani di prove di reazione e resistenza al fuoco con l’obiettivo, da un lato, di creare una collaborazione tra i laboratori italiani ufficialmente autorizzati che operano nel settore delle prove al fuoco e, dall’altro, di presentarsi con una condotta unitaria nei confronti di altri organismi internazionali operanti nel settore. Oltre a t2i fanno parte dell’ALIF:
    • CSI Spa
    • Istituto Giordano Spa
    • Lapi Spa
    • CNR – IVALSA
    • RINA Spa
    I membri dell’ALIF inoltre fanno parte dell’EGOLF (European Group of Organisations for Fire Testing, Inspection and Certification), organizzazione internazionale che supporta, sotto il profilo tecnico, proposte di normative armonizzate a livello europeo, di cui fanno parte più di 60 laboratori membri, di 30 stati diversi. L’EGOLF è il principale organo rappresentativo per le organizzazioni nazionali coinvolte a livello europeo in attività di collaudo, ispezione e certificazione della sicurezza antincendio, ed è nato con l’obiettivo di mantenere standard qualitativi massimi in tutti gli stati membri. Il Laboratorio di Reazione al fuoco di t2i, nasce nel 2001, presso il Cert di Oderzo, ed è notificato/autorizzato dal Ministero dell’Interno. Tra le attività del Laboratorio, c’è anche quella della collaborazione con gli Enti Pubblici, per verificare le classi di reazione al fuoco di pareti, controsoffitti e pavimenti esistenti in edifici di loro proprietà, ai fini dell’ottenimento del CPI (Certificazione Prevenzione Incendi). [gallery link="none" size="medium" columns="2" ids="13306,13205,13204,13198" orderby="rand"]

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  • Prodotti da costruzione: dal 9 agosto, il progettista responsabile penalmente

    data News: 19/09/2017

    Fonte: Ingenio Il decreto legislativo 106/2017, pubblicato in Gazzetta, adegua la normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) n.305/2011 che fissa condizioni armonizzate per la commercializzazione dei prodotti da costruzione e che abroga la direttiva 89/106/CEE. Prevista responsabilità penale diretta per costruttore, Direttore Lavori, Direttore dell'Esecuzione, progettista o Collaudatore che utilizzano prodotti non conformi Sono entrate in vigore il 9 agosto 2017, le nuove 'regole' sulla commercializzazione e l'utilizzo dei prodotti da costruzione previste dal decreto legislativo 106/2017 del 16 giugno, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 159 del 10 luglio. Le novità riguardano non solo il fronte adempimenti del fabbricante dei prodotti, ma anche la responsabilità di tutti gli operatori coinvolti, ovverosia costruttore, direttore lavori, direttore esecuzione, progettista e collaboratori, in caso di utilizzo di prodotti non conformi. Come peraltro già ampiamente approfondito su Ingenio, il regolamento UE recepito ha inteso semplificare il quadro delle misure per l'immissione sul mercato del prodotti da costruzione, nonché migliorare la trasparenza, l'efficacia e l'armonizzazione delle misure esistenti. Le principali novità che apporta il decreto sono di due tipi, fra loro connesse:
    1. Istituzione di un "Comitato nazionale di Coordinamento" e di un "Organismo Nazionale per la Valutazione Tecnica Europea";
    2. Organica definizione del Sistema di Vigilanza ed introduzione di un nuovo impianto sanzionatorio.
    Adempimenti del fabbricante Il decreto, dunque disciplina in primis gli adempimenti ai quali è sottoposto il fabbricante, sia nel caso in cui il prodotto rientri nell’ambito di una norma armonizzata, sia nel caso di prodotto conforme ad una valutazione tecnica europea (ETA), e quindi non disciplinato da una norma armonizzata (perché per esempio nuovo e pertanto originale). Per garantire l’armonizzazione delle norme è istituito il Comitato nazionale di coordinamento dei prodotti, con costituzione di un Organismo nazionale per la valutazione tecnica europea (ITAB) che assicura la piena integrazione delle funzioni connesse al rilascio della valutazione tecnica europea (ETA). Responsabilità dei professionisti tecnici Il decreto contiene la previsione di sanzioni penali o amministrative efficaci, dissuasive e proporzionate alla gravità delle violazioni degli obblighi derivanti dal regolamento (UE) n. 305/2011 - conformemente alle previsioni dell'art. 32, comma 1, lettera d), e dell'art.33, commi 2 e 3, della legge 234/2012 -, tenendo in adeguata considerazione le attività rispettivamente svolte dagli operatori economici nelle diverse fasi della filiera e, in particolare, la loro effettiva capacità di incidere sugli aspetti relativi alle caratteristiche, alla qualità e alla sicurezza del prodotto, individuando infine delle procedure per la vigilanza sul mercato dei prodotti da costruzione ai sensi del capo VIII del regolamento (UE) n. 305/2011. Il quadro delle sanzioni per le violazioni delle disposizioni fin qui illustrate è disciplinato dagli articoli 19, 20, 21, 22 e 23 del decreto. Nello specifico:
    • le sanzioni a carico del fabbricante che viola l'obbligo di redigere la dichiarazione di prestazione sono l'arresto fino a sei mesi e un'ammenda di importo variabile tra 4.000 e 24.000 euro(art. 19);
    • il progettista dell’opera che prescrive prodotti non conformi a quanto previsto all'articolo 5, comma 5, del decreto o in violazione di una delle disposizioni in materia di dichiarazione di prestazione e marcatura CE di cui agli articoli 4, 5, 6, 7, 8, 9 e 10 del regolamento (UE) n. 305/2011, è punito con l'ammenda da 2.000 euro a 12.000 euro; il medesimo fatto è punito con l’arresto sino a tre mesi e con l’ammenda da 5.000 euro a 25.000 euro qualora la prescrizione riguardi prodotti e materiali destinati ad uso strutturale o ad uso antincendio (art.20);
    • il costruttore, il direttore dei lavori, il direttore dell'esecuzione o il collaudatore che utilizzino prodotti non conformi al Capo II (Dichiarazione di prestazione e marcatura CE) del Regolamento 305/2011 (UE) e all'art.5 (Condizioni per l'immissione sul mercato e per l'impiego dei prodotti da costruzione), comma 5 sono punibili con l'arresto fino a sei mesi e con un'ammenda tra i 4.000 e i 24.000 euro, che salgono rispettivamente ad un periodo di arresto fra sei mesi e tre anni e ad un’ammenda da 10.000 a 50.000 euro se si tratta di prodotti e materiali destinati ad uso strutturale o ad uso antincendio (art.20);
    • gli operatori economici che non ottemperino a provvedimenti di ritiro, sospensione o richiamo o che violino una serie di altre disposizioni minutamente indicate nel'art. 21 vanno incontro a periodi di arresto e ammende (art.21);
    • periodi di arresto e ammende si applicano anche a tutti coloro che violano gli obblighi di certificazione (art.22).

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  • Nuovi ambiti di accreditamento per il Laboratorio Prove Fisiche e Meccaniche

    data News: 17/07/2017

    Il Laboratorio Prove Fisiche e Meccaniche è stato accreditato a livello italiano ed europeo, per nuove prove di certificazione valide ai fini della marcatura CE nei prodotti da costruzione (CPR – Regolamento UE 305/2011). Le prove notificate sono disponibili nel sito della Comunità Europea qui: http://ec.europa.eu/growth/tools-databases/nando/index.cfm?fuseaction=notification.html&version_no=4&ntf_id=278012 Il Laboratorio prove fisiche e meccaniche è un organismo notificato (n° 1600) dalla Commissione Europea per verificare la conformità dei prodotti da costruzione alle procedure europee accreditato ACCREDIA n° 0170. I test che t2i esegue possono essere compiuti sia in cantiere che in laboratorio, in presenza del produttore e del committente/responsabile del cantiere. I test realizzati riguardano componenti molto diversificati per dimensione, materiali e campo applicativo: serramenti, moduli di facciata continua, sistemi divisori, layout interni, sistemi di rivestimento, pavimenti, arredi e altre componenti edilizie installate in ambito residenziale e commerciale in molti paesi del mondo.

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  • Il CERT di t2i festeggia i 20 anni con Digital Meet

    data News: 17/10/2016

    Comunicato stampa Giovedì 20 ottobre l’Open Day di t2i e CINECA al CERT di Oderzo, un incontro esperienziale per “testare” le nuove tecnologie digitali a servizio dell’industria. Treviso, 17 ottobre 2016 – I laboratori del CERT di t2i - trasferimento tecnologico e innovazione, società consortile per l'innovazione partecipata dalle Camere di Commercio di Treviso-Belluno, Verona e Venezia Rovigo Delta Lagunare, festeggiano i 20 anni dalla nascita con un Open Day dedicato alle tecnologie digitali organizzato in collaborazione con il Consorzio Interuniversitario CINECA. L’appuntamento, che si terrà giovedì 20 ottobre dalle 10.00 presso i laboratori del CERT di t2i a Rustignè di Oderzo (Via Pezza Alta, 34), è parte del programma di Digital Meet, il ciclo di appuntamenti dedicati al mondo del digitale, dell’ICT e del web che toccherà diverse città del Triveneto e dell’Emilia Romagna per promuovere l’alfabetizzazione digitale di cittadini e imprese. Piattaforme digitali per Open Innovation, Tecnologie e Simulazioni digitali, cloud computing, 3D simulation, tecnologie HPC/HPDA saranno al centro dell’Open Day nel quale gli esperti di t2i e di CINECA offriranno ai partecipanti l’opportunità di testare alcune delle tecnologie digitali più utilizzate dalle imprese di settori tradizionali come la meccanica, l’arredamento e le costruzioni e presenteranno le nuove opportunità di finanziamento europee. Le tecnologie digitali che sfruttano grandi potenze di calcolo infatti sono sempre più utilizzate in modalità cloud dalle aziende manifatturiere che si stanno avvicinando alle opportunità offerte da strumenti messi a disposizione in modalità ‘as a service’ diventando così i nuovi attori digitali. Un appuntamento per ricordare anche i 20 anni dalla nascita dei laboratori del CERT, struttura tecnica di t2i accreditata a livello europeo che nel 2016 ha fornito servizi a circa 700 imprese di tutto il Nordest, con un totale di 8.803 analisi. Il CERT è un Centro di Competenza per la qualificazione, la certificazione e il riconoscimento dei prodotti delle imprese del territorio sul mercato interno e internazionale, agendo come parte dell’Organismo di Ricerca riconosciuto da MIUR, iscritto alla Anagrafe della Ricerca Italiana. Tre le principali aree per la qualificazione e la certificazione dei prodotti in cui opera il CERT: il laboratorio chimico agroalimentare, dove si certificano ad esempio i prodotti vitivinicoli a denominazione di origine, il laboratorio metrologico, unico centro accreditato Accredia-LAT della Provincia di Treviso, che offre strutture e competenze all’avanguardia nella taratura, verifica e calibrazione scientifica insieme ai servizi di metrologia legale on site, e il laboratorio prove fisiche e meccaniche, uno dei pochi centri italiani abilitati a eseguire test di laboratorio validi ai fini della marcatura CE nei prodotti da costruzione. La partecipazione all’Open Day è gratuita, per motivi organizzativi è necessario iscriversi online (http://www.t2i.it/seminari_t2i/schedaSeminario.asp?ID=581) entro mercoledì 19 ottobre 2016. RASSEGNA STAMPA Ecco il digitale che viene dal basso - Nuova Venezia, Mattino di Padova, Tribuna di Treviso, 20.10.2016 Il Cert di t2i festeggia i 20 anni con Digital Meet - TrevisoToday.it, 20.10.2016 I 20 anni del Cert con una giornata digitale - Il Gazzettino di Treviso, 20.10.2016 Open Day sulle tecnologie - La Tribuna di Treviso, 18.10.2016

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  • Prove di reazione al fuoco per i tetti

    data News: 3/05/2016

    Il Laboratorio Prove Fisiche e Meccaniche di t2i è in grado di eseguire test di Reazione al Fuoco secondo la norma di riferimento UNI CEN/TS 1187:2012. I metodi di prova riguardano test di Reazioni al fuoco, in particolare per tetti esposti al fuoco dall’esterno. I test vengono eseguiti c/o i Laboratori Cert di t2i a Rustignè di Oderzo e sono finalizzati alla classificazione Broof per i tetti. Per informazioni: Laboratorio Prove Fisiche e Meccaniche Via Pezza Alta, 34 31046 Rustignè di Oderzo (TV) Tel: +39 0422 852016 Fax: +39 0422 852058 E-mail: prodotti@t2i.it Ref. Alessandro Cibin  Macchina per prova di reazione al fuoco [gallery columns="2" size="full" link="none" ids="18561,18562"]  

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  • Analisi per l’export dei vini: in promozione a febbraio e marzo

    data News: 9/02/2016

    export_viniPer poter esportare vini all’estero, è indispensabile un’analisi chimica da parte di un laboratorio autorizzato dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (MIPAAF) che attesti l’idoneità o meno dei vini al mercato estero. Le analisi richieste per l’esportazione nei Paesi esteri si differenziano da Stato a Stato, a seconda delle specificità del mercato di destinazione. t2i, con autorizzazione ministeriale del 1° giugno 2015 al rilascio dei certificati di analisi per prodotti vitivinicoli destinati all’esportazione, propone un servizio di analisi personalizzate secondo le normative del paese di interesse. Per il periodo febbraio-marzo, il Laboratorio Chimico offre in promozione uno sconto del 20% sul prezzo di ogni pacchetto di analisi rivolto all’export. Il Laboratorio, inoltre, è disponibile a valutare le richieste e le specifiche esigenze dei clienti per un pacchetto personalizzato. Nel nostro sito è possibile trovare l’elenco delle prove e richiedere anche un preventivo online. Per ulteriori informazioni e prenotazioni analisi, si prega di contattare: Dott.ssa Micaela Giusto Laboratori CERT (chimico, Accredia n°170) Via Pezza Alta 34 - 31046 Rustignè di Oderzo (TV) Tel. 0422/852016 Fax 0422/852058 E-mail: chimico@t2i.it

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  • Marcatura CE delle chiusure oscuranti e tende esterne alla veneziana (Norma UNI EN 13659:2015) e nuovi limiti di trasmittanza termica in vigore dal 01 ottobre 2015

    data News: 12/01/2016

    In data 09 luglio 2015, l’UNI ha reso disponibile la nuova edizione della norma di prodotto EN 13659 (dal 14 ottobre disponibile anche in lingua italiana), di riferimento per la marcatura CE delle chiusure oscuranti (tapparelle, persiane, scuri e tende esterne alla veneziana). La versione 2015 della norma recepisce la versione europea della norma entrata in vigore il 20 maggio 2015 e sostituisce l’edizione precedente (EN 13659:2004+A1:2008 in vigore dal 01 ottobre 2008). Al momento risulta un riferimento volontario fino a quando non verrà pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale Europea. Sono state introdotte due nuove caratteristiche essenziali per le chiusure oscuranti, in aggiunta a quella preesistente (resistenza al carico da vento): la resistenza termica aggiuntiva R e il fattore solare gtot. Il produttore di chiusure oscuranti, a livello di Dichiarazione di Prestazione e della Documentazione di Accompagnamento, deve indicare tutte le caratteristiche definite essenziali dalla norma di prodotto UNI EN 13659 e, in corrispondenza di ciascuna, definire se il livello prestazionale posseduto dai serramenti di sua produzione è accertato secondo metodologie previste dalla norma di prodotto ( prova di laboratorio oppure calcolo , a seconda del requisito) oppure se la prestazione non è determinate (N.P.D.). Ad oggi il Regolamento UE n° 305/2011 impone di dichiarare il livello prestazionale di almeno una delle caratteristiche essenziali definite dalle norme di prodotto. Non è quindi possibile, per il produttore di chiusure oscuranti, avvalersi dell’opzione N.P.D. per tutte le caratteristiche essenziali così come definite dalla norma di prodotto UNI EN 13659. E’ possibile avvalersi dell’opzione N.P.D. se:
    • non sussistono disposizioni legislative nazionali che impongono di dichiarare il livello prestazionale per specifici requisiti
    • non sussiste un obbligo contrattuale ( prescrizione di capitolato) a rispettare livelli prestazionali minimi in relazione ai requisiti essenziali.
    Spetta alle autorità governative, di ogni singolo stato membro dell’UE, stabilire quali sono le caratteristiche essenziali obbligatorie per cui il produttore non può avvalersi dell’opzione N.P.D. ma è obbligato a dichiarare il livello prestazionale. In Italia mancano, da parte dell’autorità governativa, pronunciamenti sulle caratteristiche essenziali delle chiusure oscuranti definite dalla norma di prodotto e non ci sono disposizioni legislative nazionali che impongono di dichiarare il livello prestazionale in relazione alle caratteristiche essenziali: resistenza carico da vento, resistenza termica aggiuntiva R, fattore solare gtot. Il produttore di chiusure oscuranti può liberamente scegliere per quale delle tre caratteristiche essenziali, definite dalla norma di prodotto (carico da vento, resistenza termica aggiuntiva R, fattore solare g tot), dichiarare il livello prestazionale fatto salvo che non via siano obblighi contrattuali ben precisi. Dal 01 ottobre sono entrati in vigore i nuovi decreti in materia di risparmio energetico in edilizia che impongono il rispetto di specifici limiti di fattore solare gtot per le schermature solari mobili su chiusure trasparenti in determinate condizioni tecniche:
    • le chiusure trasparenti devono essere posizionate su specifici fronti dell’edificio( SUD, EST, OVEST, SUD-EST, SUD-OVEST)
    • le chiusure trasparenti devono essere oggetto di intervento di riqualificazione energetica in ambito diverso dalla nuova costruzione e dalla ristrutturazione detta di “primo livello” ( interventi che interessano l’involucro edilizio con un’incidenza superiore al 25% della superficie lorda complessiva dell’edificio)
    In tali condizioni quindi, dovranno essere rispettati i limiti di fattore solare gtot di cui al prospetto 1 e, conseguentemente, a livello di marcatura CE, il produttore NON POTRA’ AVVALERSI DELL’OPZIONE N.P.D. in corrispondenza di tale caratteristica.
    Zona Climatica g gl+sh
    2015 (1) 2021( 2)
    Tutte le zone 0,35 0,35
    Prospetto 1 - Valori limite del fattore solare gtot chiusure trasparenti in presenza di schermature solari mobile installate su fronti dell’edificio SUD, EST, OVEST, SUD-EST, SUD-OVEST I decreti legge entrati in vigore sono tre. Il primo è volto alla definizione delle nuove modalità di calcolo della prestazione energetica e i nuovi requisiti minimi di efficienza per i nuovi edifici e quelli sottoposti a ristrutturazione Il secondo adegua gli schemi di relazione tecnica di progetto al nuovo quadro normative in funzione delle diverse tipologie di opera: nuove costruzioni, ristrutturazioni importanti, riqualificazione energetica Il terzo aggiorna le linee guida per la certificazione della prestazione energetica degli edifici (APE). Il nuovo modello APE sarà valido su tutto il territorio nazionale e, insieme ad un nuovo schema di annuncio commerciale e database nazionale dei certificati energetici (SIAPE), offrirà al cittadino, alle Amministrazioni e agli operatori maggiori informazioni riguardo l’efficienza dell’edificio e degli impianti, consentendo un più facile confronto della qualità energetica di unità immobiliari differenti e orientando il mercato verso edifici con migliore qualità energetica. A partire dal 01 gennaio 2021 I nuovi edifici e quelli sottoposti a ristrutturazioni significative dovranno essere realizzati in modo tale da ridurre al minimo I consumi energetici coprendoli in buona parte con l’uso di fonti rinnovabili; per gli edifici pubblici tale scadenza è anticipata al 01 gennaio 2019. Per quanto riguarda la trasmittanza termica U massima delle chiusure tecniche trasparenti e opache e dei cassonetti, comprensivi degli infissi, verso l’esterno e verso ambienti non climatizzati soggetti a riqualificazione, vengono introdotti dei nuovi più restrittivi valori minimi.
    Zona climatica U ( W/mqK)
    2015 (1) 2021 (2)
    A e B 3,20 3,00
    C 2,40 2,00
    D 2,10 1,80
    E 1,90 1,40
    F 1,70 1,00
    Appendice B – Decreto interministeriale 26.6.2015 Adeguamento linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici Ai fini della detrazione fiscale, I valori da rispettare rimangono invece invariati: A = 3,7, B = 2,4 , C= 2,1 , D= 2,0, E= 1,8, F= 1,6   Fonte: Confartigianato Vicenza, Sistema Legno-Arredo  

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  • Atti del convegno – Esportare il vino: Ridurre i rischi e migliorare le opportunità attraverso corrette analisi e documentazione

    data News: 15/01/2016

    export_viniData e orario: 15 gennaio 2016, alle ore 14.00 Luogo: Laboratori CERT di t²i, Via Pezza Alta,34 - 31046 - Rustignè di Oderzo (TV) Quali sono le procedure e i documenti per esportare vini all’estero? Quali le normative da seguire per non incorrere in sanzioni? Queste ed altre domande saranno il focus dell’incontro per fornire ai partecipanti un quadro esaustivo sulle procedure da seguire e i documenti da produrre per esportare vini nei paesi extraeuropei e per essere preparati alle nuove sfide che i mercati internazionali offrono. L’export dei vini italiani è in continua crescita, i dati del primo semestre 2015 ci riportano un + 4.9%, segnale questo molto importante per le nostre aziende e soprattutto un’opportunità per espandere la presenza del vino italiano nei mercati internazionali, senza essere impreparati dal punto di vista normativo e operativo. Al termine dell’incontro è prevista una visita al Laboratorio Chimico di t2i in cui vengono effettuate le analisi per verificare l’idoneità dei vini. Il Laboratorio è accreditato Accredia n.170 e autorizzato dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali al rilascio dei certificati di analisi nel settore vitivinicolo. PROGRAMMA 14.00 Registrazione 14.15 Saluti Introduttivi Roberto Santolamazza - Direttore t²i trasferimento tecnologico e innovazione 14.30 Requisiti generali per l’esportazione dei vini nei paesi extraeuropei: documentazione di accompagnamento ed etichettatura necessarie Laura Bersani – Servizi analitici, Settore Chimica Merceologica, Laboratorio Chimico Camera di Commercio di Torino Atti del convegno (.pdf) 15.30 Aspetti legislativi nell’esportazione dei vini: rischi e sanzioni Gianluca Fregolent – Direttore dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentali, Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali 16.00 Attività di controllo analitico di laboratorio per l’esportazione dei vini Micaela Giusto – Responsabile tecnico Laboratorio Chimico t2i Atti del convegno (.pdf) 16.30 I marchi nel settore vinicolo: accorgimenti strategici e cautele Sara Toffoletto, Giorgia Favaro - Ufficio Marchi e Brevetti t2i Atti del convegno (.pdf) 17.00 Dibattito e conclusione dei lavori 17.15 Visita del Laboratorio Chimico di t2i, accreditato Accredia n.170 e autorizzato dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali al rilascio dei certificati di analisi nel settore vitivinicolo FOTO DEL WORKSHOP [gallery size="medium" ids="17921,17924,17926,17927,17928,17929,17930,17931"] Brochure dell'evento (.pdf) Comunicato e rassegna stampa

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  • Ftalati nel vino: fattori di rischio ed opportunità di miglioramento

    data News: 12/11/2015

    di Stefano Zambon, t²i –trasferimento tecnologico e innovazione s.c. a r.l. - Laboratori CERT Responsabile servizi di certificazione, analisi e test per le imprese Laboratorio ChimicoL’Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino (OIV) ha emesso da circa due anni le risoluzioni OIV-SCMA 477-2013 e OIV-SCMA 521-2013 per la determinazione degli ftalati nei vini e nelle bevande spiritose (¹). Tali metodiche completano la Raccolta dei metodi internazionali di analisi dei vini e dei mosti con l'inclusione di due nuovi metodi di ricerca degli ftalati mediante gascromatografia accoppiata a spettrometria di massa. Con l'adozione di tali risoluzioni, l'OIV risponde alle necessità emerse recentemente nel commercio internazionale di controllare il rischio sanitario derivante da questi composti, e fornisce gli strumenti necessari allo sviluppo del commercio e della concorrenza nel settore del vino e delle bevande spiritose. Ma cosa sono gli ftalati e come sono legati alla catena produttiva del vino e delle bevande spiritose? E quali limitazioni vengono stabilite per legge? Gli ftalati sono molecole chimiche di sintesi impiegate per conferire caratteristiche di plasticità e flessibilità ad alcuni materiali polimerici. Severi studi hanno recentemente dimostrato la pericolosa caratteristica di questi composti di essere interferenti endocrini, e hanno trovato una stretta correlazione con casi di infertilità e di deformità del sistema ormonale e di quello riproduttivo maschile, mentre, ad oggi, risultano ancora dubbie le responsabilità su alcune tipologie di cancro. Il Regolamento (UE) N. 10/2011 della Commissione del 14 gennaio 2011 “riguardante i materiali e gli oggetti di materia plastica destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari” prevede limiti di migrazione specifica (LMS) applicabili ad alcuni ftalati come riportato nell’allegato I in tabella 1 (²). Per impedire l’arrivo di prodotti alimentari non conformi nelle tavole dei consumatori, è necessario che i produttori prestino notevole attenzione a controllare tutto il loro processo produttivo, dalle linee di trasporto e conservazione delle materie prime, dai contenitori e vasche di conservazione e lavorazione, ai materiali impiegati nell’imbottigliamento (non solo le linee, le bottiglie o contenitori in plastica ma anche i tappi) per poter valutare la possibile presenza di contaminazioni derivate da trattamenti o imballi deteriorati. Una ricerca inglese condotta su vini e liquori francesi ha dato un risultato per certi versi “sconcertante” segnalando che solo il 36% dei vini analizzati non presenta ftalati o una presenza in tracce di queste sostanze non quantificabile. Tali percentuali aumentano vistosamente nelle bevande spiritose dove il tenore alcolico è maggiore. Il dato che lascia interdetti è che nell’11% dei vini e nel 19% delle bevande spiritose vengono oltrepassati i limiti comunitari specifici dettati dal Regolamento (UE) N. 10/2011 e, pertanto, tali prodotti non potrebbero essere venduti per il consumo umano (³). Ovvi pertanto i danni economici e d’immagine che possono derivare da segnalazioni provenienti dal mercato. La prevenzione attuata tramite il controllo dei processi produttivi e il monitoraggio dei propri prodotti diventa un passo obbligatorio per i produttori. Si trovano in letteratura vari suggerimenti sulle azioni preventive da porre in cantina come, ad esempio, porre attenzione ai rivestimenti dei contenitori in resina epossidica se di età superiore ai 10 anni o, per i tappi d’acquisto, a tutte le possibili contaminazioni date da lubrificanti, collanti, inchiostri, sanificanti, pelli colanti e altro. Attuare un’adeguata attività di monitoraggio e controllo anche sul prodotto finale a costi contenuti è comunque possibile appoggiandosi a strutture esterne. La scelta di un laboratorio esterno deve essere attuata con la consapevolezza della delicatezza di tali analisi e delle competenze attese da parte degli analisti. Le attrezzature per le analisi sono costose e non è pensabile recuperare macchinari per operare internamente. Il laboratorio dovrebbe pertanto garantire di operare con metodi di adeguata affidabilità e operare in conformità alla norma ISO/IEC 17025 e/o all’accreditamento dell’ente unico nazionale ACCREDIA (º). A Rustignè di Oderzo il laboratorio chimico CERT di trasferimento tecnologico e innovazione-t2i s.c.ar.l. ha sviluppato da anni le metodiche di analisi di sostanze tossiche quali i ftalati in varie matrici, tra cui il vino, e si pone come punto di riferimento per i produttori. Il campione da consegnare in laboratorio dovrebbe rappresentare l’intero lotto di produzione di cui si ha piena tracciabilità dei materiali e dei processi impiegati. Già dall’entrata in vigore del Reg. UE n. 10/2011 sono iniziati i controlli da parte di istituti di vigilanza esterna, e nell’ultimo periodo, a seguito di rilevamenti di concentrazioni superiori ai limiti di legge, sono scattate verifiche più approfondite per cercare di individuare la/le fonte/i dell’inquinamento. Quelli che possono essere visti da parte dei produttori come ulteriori “orpelli” si possono invece rivelare come opportunità per considerare e migliorare la propria catena produttiva in cui la qualità non viene dal solo raccolto ma da tutti i processi e materiali impiegati. Riferimenti (¹) http://www.oiv.int/oiv/info/itphthalates?lang=it (²) http://eurlex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2011:012:0001:0089:IT:PDF (³) http://www.academicwino.com/2014/08/phthalate-contamination-wines.html/ (º) http://www.accredia.it/context.jsp?ID_LINK=24&are=6   Fonte: L'Economia della Marca Trevigiana N. 4, Luglio - Agosto 2015

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  • Il Laboratorio Metrologico per la taratura degli autovelox

    data News: 30/09/2015

    [gallery size="medium" ids="16942,16943"]   Il Laboratorio Metrologico di t2i per la taratura dei campioni e degli strumenti, in collaborazione con l’Università di Cassino, è diventato il punto di riferimento del Triveneto per la taratura dei sistemi di misura della velocità sia fissi che mobili ( autovelox ). Si ricorda che la sentenza n. 113/2015 “Art. 45 codice della strada” introduce l’obbligatorietà annuale della manutenzione periodica e della taratura dei sistemi di rilevazione di velocità. Il Laboratorio Metrologico di t2i (certificato ACCREDIA) è dotato dei più moderni sistemi di misura ed emette rapporti di taratura per molteplici tipologie di strumenti. E’ una delle poche realtà presenti nel territorio regionale a supporto delle imprese nell’affrontare le difficoltà e risolvere le problematiche legate al monitoraggio e alla misurazione del prodotto: dalla gestione del parco strumenti, alle conferme metrologiche, al calcolo dell’incertezza di misura. Per informazioni in merito al servizio di taratura degli strumenti di misurazione della velocità, contattare il responsabile del servizio di metrologia Federico Taffarello allo 0422-852016 oppure tramite mail al seguente indirizzo metrologia@t2i.it .

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