Il campione di riferimento
Composizione
Rispondenti per tipologia di impresa
Quota sul campione
Peso di ciascun segmento
47 startup innovative (73%) e 17 PMI innovative (27%) su un totale di 64 imprese rispondenti.
Nota metodologica
Il questionario è stato inviato a tutte le 189 imprese innovative della provincia di Verona iscritte alla sezione speciale del Registro delle Imprese: 148 startup innovative e 41 PMI innovative. Hanno risposto 64 imprese, di cui 47 startup innovative (32% delle 148 coinvolte) e 17 PMI innovative (41% delle 41 coinvolte). Il tasso complessivo del 34% è significativo per un'indagine censuaria su imprese innovative.
Profilo delle imprese rispondenti
Settore
Distribuzione per settore di attività
Anno di costituzione
Distribuzione per anno di fondazione
Dimensione
Numero di dipendenti attuali
Fase attuale
Stadio di sviluppo dell'impresa
Profilo delle imprese
Le imprese rispondenti sono in prevalenza giovani e di piccola dimensione: il 25% è stato costituito nel 2020 o prima, ma quasi la metà (49,9%) è nata dal 2022 in poi, con un picco nel 2025 (21,9%). La grande maggioranza ha sede nel comune di Verona e nei centri della provincia (San Bonifacio, Legnago, Villafranca, Pescantina, San Martino Buon Albergo, Peschiera del Garda). Il settore prevalente è il digitale/ICT (48,4% considerando anche software ed editoria digitale), seguito da industria e deep tech (12,5%), salute/MedTech (9,4%) e agritech/food (9,4%). La struttura è tipicamente snella: il 54,7% ha tra 2 e 4 soci, il 18,8% ha un solo socio, e il 67,2% conta tra 0 e 2 dipendenti.
Le imprese sono distribuite lungo tutto il ciclo di vita: il 28,1% ha un prodotto o servizio ancora in sviluppo, il 20,3% ha realizzato le prime vendite, il 25% è già sul mercato e il 26,6% è in fase di crescita o scale-up. Complessivamente il 51,6% è già operativo sul mercato. Sul modello di business, il 46,9% lo dichiara completamente definito e validato, un altro 46,9% solo parzialmente, e appena il 6,2% è ancora in fase di definizione.
Difficoltà e sfide del percorso
Risposta multipla · 64 rispondenti
Principali difficoltà attuali
Principali difficoltà
Le difficoltà più citate nelle risposte aperte si raggruppano in tre macro-aree:
- Accesso ai finanziamenti (la più frequente): reperire capitali, raccolta fondi, scarso supporto del venture capital e del credito bancario, liquidità insufficiente per sostenere lo sviluppo e l'innovazione continua.
- Accesso al mercato e ai clienti: acquisizione clienti difficile, mercato poco ricettivo verso tecnologie nuove, tempi decisionali lunghi, necessità di modificare abitudini consolidate.
- Burocrazia e competenze: lentezza degli interlocutori pubblici, adempimenti amministrativi e di formazione onerosi, difficoltà a reperire personale e collaborazioni qualificate.
Nelle difficoltà strutturate, l'accesso a finanziamenti e incentivi è la priorità assoluta (60,9%), seguito dall'accesso al mercato e acquisizione clienti (48,4%), dal networking e partnership strategiche (32,8%), e a pari merito dalla pianificazione finanziaria e dagli aspetti legali/amministrativi (25% ciascuno).
«Avere una crescita magari più lenta di altri e con difficoltà nell'avere finanziamenti dalle banche, nonostante i risultati e la vita dell'azienda.»
Voce dal questionarioValutazione soggettiva
Come valutano il percorso di sviluppo?
Il 59,4% giudica il percorso difficile o molto difficile. Nessun rispondente lo considera semplice o abbastanza semplice.
Temi ricorrenti nelle risposte aperte
Fabbisogni e obiettivi a 12 mesi
Obiettivi principali
Fabbisogno nei prossimi 12 mesi
Modello di business
Il modello è già definito e validato?
Cosa indica questo dato
Il bisogno principale è crescere e scalare il business (64,1%), seguito dalla raccolta di capitali (51,6%) e dalla ricerca di partner industriali o commerciali (50%). Il consolidamento dell'attività esistente interessa il 37,5%, mentre l'internazionalizzazione si ferma al 14,1%. L'allineamento tra l'ambizione di crescita (64%) e la necessità di nuovi capitali (52%), unito al peso dei partner commerciali (50%), conferma che la principale tensione dell'ecosistema veronese è tra una forte spinta allo sviluppo e la disponibilità di risorse finanziarie e relazionali per sostenerla.
Conoscenza della normativa
Leggi 193/2024 e 162/2024
Grado di conoscenza delle nuove norme
Il 53,1% conosce poco o per nulla le nuove leggi per startup e PMI innovative.
Canali informativi
Come si è venuti a conoscenza della normativa?
Criticità percepite nella normativa
Principali ostacoli segnalati
Conoscenza delle nuove leggi (193/2024 e 162/2024)
La conoscenza resta parziale: il 46,9% conosce le leggi "poco" e il 6,2% "per nulla", mentre il 35,9% le conosce "abbastanza" e solo il 10,9% "molto". La fonte informativa principale sono i consulenti e commercialisti (50%), seguiti da t2i (18,8%), media e internet (14,1%) e associazioni di categoria (10,9%); la Camera di Commercio è citata dal 9,4%. Tra chi individua criticità, le più sentite sono la complessità interpretativa (26,6%), il disallineamento della normativa rispetto ai bisogni delle startup (18,8%) e le procedure amministrative pesanti (17,2%); un terzo dei rispondenti (34,4%) non segnala criticità particolari.
Territorio, servizi e networking
Utilizzo servizi t2i / CCIAA
Avete già usato i nostri servizi?
Opportunità territoriali
Valutazione del territorio (1-5)
Risposta multipla
Servizi di maggiore interesse
Utilizzo dei servizi t2i e Camera di Commercio
Solo il 23,4% ha già utilizzato i servizi di t2i e della Camera di Commercio di Verona; il 32,8% non li ha usati ma è interessato, mentre il 43,8% dichiara di non conoscerli: un gap di awareness significativo. Il servizio più richiesto è di gran lunga l'accesso a finanziamenti e incentivi (75%), seguito dal networking locale con altre imprese (43,8%), dalla proprietà intellettuale (26,6%), dalla mentorship e formazione imprenditoriale (20,3%) e, a pari merito, dai programmi di incubazione e dal voucher camerale (18,8% ciascuno).
Networking
Con chi vorreste collaborare di più?
Temi prioritari per eventi
Di cosa vorreste parlare?
Rete e relazioni sul territorio
Le opportunità offerte dal territorio sono valutate con un punteggio medio di 2,83 su 5: la maggioranza (53,1%) assegna un 3 (sufficiente), ma il 26,6% esprime un giudizio negativo (voto 1 o 2) e solo il 3,1% assegna il massimo. Gli interlocutori più desiderati sono gli investitori e business angel (59,4%), le imprese consolidate (48,4%), le università e i centri di ricerca (28,1%) e, a pari merito, le altre startup e gli enti pubblici/associazioni (26,6% ciascuno). L'interesse per il confronto è elevato: il 93,8% si dichiara disponibile a incontri di open innovation e l'89,1% a incontri periodici tra startup del territorio.
Formato eventi preferito · risposta multipla
Come preferireste ricevere supporto?
Quanto alla frequenza, il 53,1% parteciperebbe solo su temi specifici, il 25% ogni 2-3 mesi e il 17,2% con cadenza mensile.
Analisi complessiva e lettura trasversale
Fotografia dell'ecosistema innovativo veronese nel 2026
L'indagine restituisce un ecosistema vitale ma in tensione: imprese giovani e snelle, per metà già operative sul mercato, ambiziose nella crescita ma frenate da un contesto finanziario difficile e da un territorio percepito come solo "sufficiente" (voto medio 2,83/5). Le 64 risposte raccolte, con una netta prevalenza di startup innovative (47) sulle PMI innovative (17), testimoniano una base disponibile al confronto: l'89,1% chiede di essere ricontattato per iniziative future.
Sintesi multidimensionale
Intensità dei bisogni per area tematica
Il profilo blu rappresenta l'intensità delle difficoltà o dei fabbisogni attuali; il profilo verde l'interesse verso eventi e servizi nella stessa area. I valori sono percentuali di rispondenti.
Pattern strutturale
Le 3 tensioni principali emerse
Tensione 1 · Ambizione vs Liquidità
Il 64% vuole crescere e scalare e il 52% deve raccogliere capitali, ma l'accesso ai finanziamenti è la difficoltà n.1 (61%). Il disallineamento tra ambizione e risorse è il blocco principale.
Tensione 2 · Innovazione vs Mercato
Il 48% fatica ad accedere al mercato. Molte risposte aperte segnalano un mercato poco ricettivo verso le tecnologie nuove e tempi decisionali lunghi dei clienti.
Tensione 3 · Servizi vs Conoscenza
Il 44% non conosce i servizi t2i/CCIAA e il 53% conosce poco le leggi 193/2024 e 162/2024. Un doppio gap di awareness che limita l'accesso a strumenti e agevolazioni disponibili.
Profilazione del campione
Chi ha risposto al questionario
Considerazioni conclusive
Punti di forza dell'ecosistema
- +64 risposte valide raccolte (47 startup innovative e 17 PMI innovative): base ampia per leggere i bisogni del territorio.
- +Il 51,6% è già sul mercato o in fase di scale-up: maturità operativa diffusa.
- +Fortissima apertura al confronto: 93,8% interessato all'open innovation, 89,1% agli incontri periodici.
- +L'89,1% vuole essere ricontattato: ampia disponibilità per iniziative future.
Aree critiche da presidiare
- !Accesso ai finanziamenti: difficoltà n.1 per il 60,9% ed è anche il servizio più richiesto (75%).
- !Bassa awareness: il 43,8% non conosce i servizi t2i/CCIAA disponibili sul territorio.
- !Territorio percepito come appena sufficiente (voto medio 2,83/5; il 26,6% lo valuta 1 o 2).
- !Gap normativo: il 53,1% conosce poco o per nulla le leggi 193/2024 e 162/2024.
Indicazioni operative per t2i e Camera di Commercio di Verona
Dall'analisi emergono tre linee di azione prioritarie per i prossimi 12 mesi.
1. Finanza e capitali: attivare un programma di matching con investitori e business angel (il 59,4% li indica come interlocutori desiderati), affiancare le imprese nell'accesso a bandi e strumenti agevolativi (servizio più richiesto, 75%) e presidiare i temi di credito e finanza negli eventi (57,8% di interesse).
2. Awareness e divulgazione normativa: con il 43,8% che non conosce i servizi e il 53,1% che conosce poco la normativa, serve una campagna di comunicazione mirata su servizi e leggi 193/2024 e 162/2024. Il canale d'informazione preferenziale sono i consulenti e commercialisti (50%): è strategico coinvolgerli come moltiplicatori.
3. Community e networking: organizzare incontri prevalentemente su temi specifici (preferenza del 53,1%) in formato webinar (65,6%) ed eventi di networking (54,7%). I temi più richiesti sono accesso al credito e finanza (57,8%), vendita e crescita commerciale e innovazione tecnologica (53,1% ciascuno) e intelligenza artificiale (43,8%).